Standard Aperti

Da Linux User Group Scandiano.
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Cos'è questo articolo?

Questo articolo è stato redatto dal Linux User Group Scandiano per il monografico di Pollicino gnus sul Software Libero pubblicato nel mese di Giugno 2011.

La libertà informatica degli utenti non passa soltanto attraverso il Software Libero ma anche attraverso l'uso di formati di documento aperti: gli Standard Aperti[1]. I file che produciamo con il nostro computer potrebbero infatti non essere liberi, potrebbero non essere "aperti". Cerchiamo di capire cosa si intende con questi termini con un esempio pratico.

L'azienda americana Microsoft sviluppa e vende il software Microsoft Office per produrre documenti di ufficio. Si tratta ovviamente di un software proprietario che non fornisce nessuna delle quattro libertà che contraddistinguono il Software Libero. Microsoft Word è il programma di video scrittura della suite Office e, almeno fino alla versione 2003, salva i documenti utilizzando il formato .DOC. Il .DOC è un formato di file molto comune, ed è probabile che ti sia già capitato di utilizzarlo. E' importante sapere che le specifiche tecniche di questo formato sono di proprietà di Microsoft e sono da questa tenute segrete. Ciò implica che solo Microsoft sa come scrivere e interpretare questo tipo di file in modo corretto. Questa chiusura non è certamente uno stimolo alla libera concorrenza nel mercato del software e la preoccupante diffusione del formato .DOC ha creato di fatto una dipendenza degli utenti verso il software dell'azienda che ha creato questo formato. Gli sviluppatori di OpenOffice.org (ora LibreOffice), l'alternativa libera a Microsoft Office, nel corso degli anni hanno scoperto per tentativi come interpretare buona parte del formato .DOC, tuttavia alcuni aspetti del formato risultano ancora oscuri senza contare che Microsoft può cambiare le specifiche del suo documento in qualunque momento[2]. Inutile dire che molti software proprietari salvano i documenti utilizzando formati proprietari.

Una soluzione per essere indipendenti e poter essere liberi di scegliere è utilizzare sempre Standard Aperti per i propri documenti. Per Standard Aperto si intende un formato di documento o un protocollo, come ad esempio un linguaggio di comunicazione fra due PC, che sia pubblicamente leggibile, pubblicamente documentato e liberamente utilizzabile. In pratica significa che qualunque sviluppatore, se vuole, ha la possibilità di implementare uno Standard Aperto nella propria applicazione, è in grado di farlo perché le specifiche del formato sono pubbliche e perché non deve corrispondere a nessuna azienda un compenso per l'utilizzo di quel formato.

E' facile intuire che gli Standard Aperti incentivano il libero mercato, lasciano liberi gli utenti di poter scegliere le applicazioni che preferiscono per poter leggere o scrivere i propri file e promuovono uno sviluppo collaborativo dei formati. La più grande innovazione tecnologia degli ultimi tempi è basata proprio sull'uso di Standard Aperti: stiamo parlando ovviamente di Internet i cui linguaggi e le specifiche dei protocolli sono spesso aperti.

Fortunatamente la Comunità Europea, grazie anche ai numerosi solleciti della Free Software Foundation Europe, sembra per il momento intenzionata a portare avanti una politica a favore dell'implementazione degli Standard Aperti. L'EIF – European Interoperability Framework[3] – rappresenta il punto di riferimento in tema di interoperabilità a livello europeo ed enfatizza il ruolo svolto da Standard Aperti per l’implementazione di un sistema di interoperabilità tra sistemi e per promuovere il libero mercato. In questi mesi sono state redatte diverse versioni dello EIF e la FSFE ha cercato di spiegare i vantaggi che possono derivare dall'adozione di Standard Aperti. Dall'altro lato abbiamo la Business Software Alliance (BSA), un'allenza lobbistica creata per difendere gli interessi dei principali produttori di software proprietario, che sta facendo pressione con la stessa Commissione Europea affinché gli stessi Standard Aperti non siano utilizzati poiché, sostiene la BSA, costituisco un freno all'innovazione. La BSA vorrebbe anche poter aggiungere, all'interno degli standard, tecnologie brevettate per l'utilizzo delle quali è previsto un pagamento di royalty. Se così fosse sarebbe un grande controsenso poichè un programmatore per poter implementare uno standard sarebbe obbligato a pagare un diritto d'autore ad una azienda. Le diverse argomentazioni della BSA sono state inoltrate alla commissione europea attraverso una lettera alla quale è seguita una contro risposta della FSFE[4].

In conclusione, anche se spesso risulta difficile rendersene conto, nel mondo del software da molti anni è in corso una vera e propria guerra dei formati. Quando si parla di alimenti i consumatori sono spesso critici e attenti a quello che consumano, tuttavia quando si utilizzano tecnologie informatiche spesso non si presta la medesima attenzione e molte volete si consumano prodotti tossici. Quello che possiamo fare nel nostro piccolo per difenderci da questa guerra dei formati è come sempre informarsi.

Note

  1. Per la definizione di Standard Aperto vedi http://fsfe.org/projects/os/def.it.html
  2. Vedi Possiamo mettere fine agli allegati Word di Richard M. Stallman
  3. Vedi Wikipedia::European Interoperability Framework
  4. Se vuoi approfondire questo tema leggi http://fsfe.org/projects/os/bsa-letter-analysis.en.html